
La Bottega del Pensiero Libero (su telegram)
Meno controllo più presenza.
Quanta energia spendiamo nel tentativo di tenere tutto sotto controllo?
Organizziamo, prevediamo, correggiamo, interveniamo. Vogliamo che le cose vadano in un certo modo, che le persone si comportino secondo le nostre aspettative, che gli eventi seguano il percorso che abbiamo immaginato. E quando qualcosa sfugge al nostro controllo, ci affanniamo per riportarlo dove pensiamo debba stare. Ma chi ha detto che vivere implichi dirigere tutto
Forse abbiamo confuso la responsabilità con il controllo, l’impegno con la fatica, la presenza con la necessità di intervenire.
E se vivere fosse anche imparare ad ascoltare? Ascoltare ciò che accade, senza pretendere continuamente di modificarlo. Riconoscere quando è il momento di agire e quando, semplicemente, è il momento di lasciare spazio.
Non significa rinunciare a scegliere, né affidare la propria vita al caso.
Significa comprendere che possiamo essere pienamente responsabili di noi stessi senza sentirci responsabili di tutto ciò che ci circonda.
Un’orchestra non ha bisogno di qualcuno che suoni ogni strumento al posto dei musicisti.
E forse neppure la vita ha bisogno di tutti i nostri continui interventi.
Meno controllo, più presenza.
A volte la cosa più saggia che possiamo fare è smettere di agitarci, restare presenti e permettere alla vita di esprimere la propria musica.
Forse non è la vita a essere faticosa, ma il nostro continuo tentativo di farla corrispondere alle aspettative che abbiamo costruito.
E se fosse proprio il bisogno di controllo a generare gran parte della nostra fatica?
Smetti di voler dirigere l’orchestra e comincia ad ascoltare.
Semi da coltivare:
In quale situazione della tua vita stai ancora cercando di dirigere ciò che potresti semplicemente imparare ad ascoltare?
Meno controllo, più presenza.
tiziana DI-GENOVA/EV

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