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I cinque accordi

18 Luglio 2026 by Tiziana Di Genova Leave a Comment

I cinque accordi
Piccole scelte che possono cambiare il nostro modo di vivere

Tempo di lettura: 4 minuti

Ci sono idee che non hanno bisogno di essere complicate per essere profonde.

Don Miguel Ruiz, nel libro I quattro accordi, propone quattro semplici principi ispirati alla tradizione tolteca. Anni dopo, insieme al figlio Don José Ruiz, ne aggiunge un quinto. Cinque accordi che possiamo stringere prima di tutto con noi stessi. Non regole da seguire alla perfezione, ma indicazioni da ricordare mentre viviamo.

1. Sii impeccabile con la parola
Le parole non sono soltanto suoni.
Con le parole incoraggiamo, feriamo, rassicuriamo, giudichiamo.
E soprattutto raccontiamo continuamente a noi stessi chi siamo.
Ripetute abbastanza a lungo, alcune frasi smettono persino di sembrarci opinioni e diventano realtà.
Essere impeccabili con la parola significa cominciare ad accorgerci di come utilizziamo ciò che diciamo, agli altri e a noi stessi. Non significa parlare sempre bene, ma più consapevolmente.

2. Non prendere nulla sul personale
Qualcuno ci critica o non ci saluta o ci risponde male o, ancora, non ci considera come vorremmo, e immediatamente pensiamo che ciò che sta accadendo dica qualcosa di noi. Ma ogni persona guarda il mondo attraverso la propria storia, le proprie ferite, aspettative, convinzioni e paure.
Questo non significa accettare qualsiasi comportamento o permettere agli altri di ferirci.
Significa comprendere una cosa liberatoria: non tutto ciò che gli altri fanno ci appartiene.
Possiamo scegliere come rispondere senza trasformare ogni gesto altrui in un giudizio sul nostro valore.

3. Non supporre nulla
Una persona non risponde a un messaggio e subito pensiamo: “È arrabbiata con me”.
Qualcuno ci guarda in un certo modo: “Ho fatto qualcosa di sbagliato.”
Non sappiamo qualcosa e la mente completa rapidamente ciò che manca. Il problema è che spesso dimentichiamo di aver fatto una supposizione e cominciamo a reagire come se fosse un fatto.  Non supporre significa imparare a distinguere Che cosa so davvero da Che cosa sto immaginando.
Una quantità sorprendente di incomprensioni potrebbe finire se provassimo a chiedere invece di interpretare.

4. Fai sempre del tuo meglio
Non dice: sii perfetto. Dice: fai del tuo meglio. E il nostro meglio cambia: ci sono giorni nei quali abbiamo energia, lucidità e coraggio, altri nei quali siamo stanchi, confusi o semplicemente fragili. Pretendere ogni giorno la stessa versione di noi stessi significa trasformare la crescita in una continua valutazione. Fare del proprio meglio significa invece esserci pienamente con ciò che abbiamo in quel momento. Oggi il mio meglio potrebbe essere fare moltissimo. Domani potrebbe essere semplicemente non arrendermi.

e poi:
5. Sii scettico, ma impara ad ascoltare
Forse questo è l’accordo più interessante per chi si occupa di educazione.
Non credere automaticamente a tutto ciò che senti, ma ascolta.
Ascolta chi la pensa diversamente. Ascolta ciò che hai sempre dato per scontato.
Ascolta anche quella vocina che parla continuamente dentro di te.
Poi chiediti: È vero?
 Come lo so?
 L’ho verificato?
 Oppure l’ho semplicemente imparato, l’ho sentito ripetere o l’ho sempre creduto? Essere scettici non significa diffidare di tutto, significa lasciare uno spazio tra ciò che ascoltiamo e ciò che scegliamo di credere. Ed è proprio in quello spazio che nascere il pensiero libero.

Non occorre ricordarli tutti ogni giorno.
Quando pronunci una frase che ti limita: sii impeccabile con la parola.
Quando il comportamento di qualcuno ti ferisce: non prenderlo immediatamente sul personale.
Quando credi di sapere cosa pensa un’altra persona: non supporre e, se puoi, chiedi.
Quando pensi di non aver fatto abbastanza: ho fatto il meglio che potevo in quel momento?
Quando qualcuno, o la tua mente, ti dice che qualcosa è certamente vero: ascolta, verifica.

I cinque accordi non ci chiedono di diventare persone diverse.
Ci invitano a diventare un po’ più consapevoli di ciò che già facciamo ogni giorno: parlare, interpretare, pensare, agire e credere.
E forse educarci comincia proprio da qui.

Una piccola esperienza:
Per una giornata non cercare di applicare tutti e cinque gli accordi.
Scegline uno.
Scrivilo su un foglietto o sul telefono, se serve, e portalo con te.
Alla sera verifica che cosa è cambiato.
Non devi riuscirci subito, serve accorgersene.

Filed Under: Articoli, Letture, Pareri illustri Tagged With: consapevolezza, vivere bene, vivere meglio

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