Chi è chiaro con sé stesso non ha bisogno di creare nebbia
C’è chi lascia sempre qualcosa di non detto: un alone di ambiguità, una nebbia sottile tutto intorno, contraddizioni che cambiano a seconda di chi ascolta e verità mostrate solo a metà, non si sa bene per quali ragioni.
Persone che sembrano non esporsi mai davvero, che restano volutamente sfocate, difficili da comprendere fino in fondo. A volte affascinano persino, perché il mistero attira, incuriosisce, crea movimento intorno a sé.
Ma dietro quella nebbia, spesso, non c’è profondità, c’è confusione, perché quando dentro di noi non c’è chiarezza, anche fuori tutto diventa poco limpido.
E allora si evitano risposte nette, si cambia versione a seconda del contesto, si lascia intendere senza dire e si mostrano solo pezzi scelti con attenzione.
Non sempre è manipolazione consapevole.
Molto spesso è una difficoltà più profonda: non sapere davvero chi si è, cosa si vuole, cosa si pensa, cosa si sente. È un po’ come camminare in una stanza piena di fumo: anche se gli oggetti sono lì, non riesci a distinguerli bene e se tu stesso non vedi chiaramente dentro di te, anche gli altri finiranno per percepirti in modo sfocato.
Vedo ogni giorno persone che costruiscono immagini di sé più che relazioni autentiche. Scelgono parole, posture, contenuti, atteggiamenti per apparire in un certo modo, per proteggersi forse e/o per non essere davvero leggibili.
Perché essere limpidi richiede coraggio.
Richiede coerenza, responsabilità, richiede la disponibilità a essere visti anche nelle proprie fragilità, senza creare continuamente schermi o personaggi.
La trasparenza non significa raccontare tutto di sé.
Non significa mettere la propria vita in piazza o rinunciare alla riservatezza. Essere limpidi significa qualcosa di molto più semplice e molto più raro: non avere bisogno di costruire ombre per esistere.
Una persona limpida può anche parlare poco, ma ciò che mostra è coerente. Non cambia volto continuamente, non crea apposta confusione intorno a sé allo scopo di tenere gli altri agganciati. Una persona limpida è come un lago pulito: magari profondo, magari silenzioso ma trasparente. Puoi non conoscerne ogni dettaglio ma percepisci che non sta cercando di nascondersi.
E questo alleggerisce enormemente le relazioni.
Pensiamo, ad esempio, a chi evita sempre risposte dirette, a chi lascia intendere cose diverse a persone diverse, chi si presenta in modi opposti a seconda del contesto, chi mantiene volutamente situazioni sospese e ambigue o chi non chiarisce mai davvero le proprie intenzioni. Dietro questi comportamenti, molte volte, non c’è forza, c’è paura, paura di essere definiti, di essere scoperti, di perdere approvazione, paura di guardarsi davvero. Eppure più si crea nebbia, più ci si allontana da sé stessi.
La chiarezza, invece, è pace.
Quando sai chi sei, quando riconosci ciò che senti, quando smetti di dover apparire diverso a seconda di chi hai davanti, accade qualcosa di molto semplice: inizi a respirare meglio. Non devi più ricordarti quale versione hai mostrato, non devi più proteggere continuamente l’immagine che hai costruito, non devi più costruire ombre, puoi semplicemente essere.
Forse dovremmo chiederci più spesso: perché sento il bisogno di restare imperscrutabile? Cosa temo possa accadere se mi mostro con maggiore chiarezza? Perché alcune parti di me hanno bisogno di un po’ di nebbia? Sono domande scomode ma preziose. Perché ciò che è limpido non teme di essere visto e, una vita vissuta con onestà, coerenza e chiarezza interiore, richiede molta meno energia di una vita trascorsa a proteggere continuamente personaggi, mezze verità o immagini costruite. Forse la vera libertà è proprio questa:
non avere più bisogno di nascondersi dietro del fumo
E allora chiediti:
In quali situazioni tendo a essere ambiguo o poco chiaro? C’è qualcosa che temo venga visto davvero? Mi capita di mostrare versioni diverse di me a seconda delle persone? Dove potrei essere più limpido, coerente e onesto? Quanto mi costa, in termini di energia, mantenere certe “nebbie” intorno a me?

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